Interessante articolo from: Gasparotto.biz

Il Digital fa tante cose bellissime, parla con i clienti aiuta, abilita, guida eccetera eccetera in tutti i momenti a lavoro, sul divano, in auto, in bagno (dove si pigliamo il 18% delle decisioni d’acquisto per altro) eccetera eccetera. Un sacco di roba super, se ci pensate bene è paradossale che il momento più debole di tutti i vari Customer-Journey Digitalmente influenzati sia proprio il negozio.

Fai un sacco di sforzi per ingaggiare il cliente e guidarlo al negozio e poi SBEMM … arrivi in negozio e perdi tutto: “compra ? non compra? è mai giunto al prodotto od alla promo?” Guardate attentamente nei vostri cuori e nei vostri analytics e troverete la risposta: …. “BOOOOH!?!?

In teoria i dati di mercato come il Forrester citato da Business Insider Intelligence dicono che più del 52% totale vendite viene influenzato dal digital ma quando proviamo a carotare un dato simile nel nostro business o settore diventa molto meno semplice.

La questione è annosa ed è una domanda che tutti i Digital si sono sempre posti, pure prima che si chiamassero “Digital“, per l’appunto, e a cui l’iBeacon finalmente pare rispondere.

iBeacon contro la valle della disillusione.

Un po’ di giorni fa stavo lavorando con una neo-collega neo-manager, stavamo preparando una presentazione per un cliente che vuole integrare il proprio e-commerce e le catene retail che ne distribuiscono i prodotti, stavamo facendo la lista delle cose da mettere dentro, le solite cose tipo chioschi, digital-signage, etc e poi dico “beh e poi ci infiliamo dentro pure l’iBeacon” lei mi guarda un po’ di traverso e fa “ma cos’è l’iBeacon?” glielo spiego e poi mi fa “ah beh ma è il proximity marketing “… CA##O NO!

Mai chiamarlo nello stesso modo! Spesso le Tecnologie, anche se di fatto i principi guida sono giusti, naufragano e vanno malissimo, soprattutto se sono molto innovative, perchè l’execution (e quindi l’experience) é una sola. Esiste una sorta di “solometro” ufficiale proposto niente po’ po’ di meno che da Gartner formalmente noto come “Technology Hype Cycle” che si occupa di formalizzare a quale punto del picco dell’”inflazione delle aspettative” si trovi (anche se le pallette blu e i triangolini sono un tantinello troppo clementi).

Tipo i Big-Data sono un’idea carina ma ormai non ci crede più nessuno e stanno per cadere nella valle della disillusione e tra un po’ nessuno se li filerà più finchè qualcun altro non li chiamerà in altro modo. Non è sbagliato di per se, la tecnologia WAP faceva piuttosto schifo e ai tempi tanti dicevano che internet sui telefoni non avrebbe mai funzionato perchè non poteva essere abbastanza “sexy“, gli illuminati.

L’iBeacon parte dai presupposti del proximity, ha migliorato un po’ il funzionamento e ha rimesso in circolo una buona idea che cerca di rispondere a una grande esigenza.

Come il nuovo iBeacon migliora il vecchio

Non a caso nei posti dove il digital la fa da padrone tipo Sylicon-Valley, etc… i vari fondi spesso inseriscono nelle nuove start-up persone che hanno già fatto una start-up andata male, perchè solo capendo gli errori del passato si migliora il futuro. Quindi cosa non andava nel proximity?:

  • Il primo grosso problema è che non si riusciva ad attivare facilmente, per cui solo un cliente su 20 o aveva mai attivato in vita sui, notifiche push ma solo per gli attivati,
  • consumava molta energia per cui pure gli smanettoni più motivati spegnevano l’opzione,
  • il protocollo non è che fosse il massimo della sicurezza: si rischiavano di pigliare virus o malware,
  • anche i più motivati che restavano aperti a tutto finivano per ricevere messaggi molto basici o molto difficili da utilizzare.

l’iBeacon è abilitato in primis da una nuova tecnologia chiamata BlueThooth-Low-Energy, simile al vecchio BlueThooth ma migliorata funzionalmente e resa più efficente.

Un’idea di come l’iBeacon potrà cambiare la shopping experience

Customer-Journey tradizionale:

  • Il retailer medio spende le milionate l’anno per fare dei pessimi volantini mal distribuiti (di solito i 2/3 non vengono nemmeno aperti dai consumatori)…
  • …con una serie di offerte indifferenziate sperando che gli piacciano (i più lungimiranti personalizzano l’offerta in negozio).
  • Il cliente trova un prodotto che gli piace e non sa se nel suo negozio preferito c’è ancora / ha aderito alla promo oppure no.
  • Il cliente mentalmente prova a mettere mentalmente o fisicamente l’offerta in una lista della spesa (i più lungimiranti gli mandano un’e-mail o un sms di remind).

Nuovo Customer-Journey abilitato dall’iBeacon (& enjoy the movie from Macy’s and Shopkick):

1) La bella cliente entra in negozio con un dispositivo che se anche abilitato non consuma troppa energia (Bluetooth Low Energy) e che si accende/spegne con due tap intuitivi semplicemente passando il dito dal basso verso l’alto dell’iPhone (se non si è già piegato perchè l’hai messo in tasca);

2) una piccola “saponetta” attacata  all’ingresso dello store permette l’interazione con il dispositivo mandando frequenze costanti, “PING” e parte la notifica push che  ricorda alla cliente che ha un nuovo compagno di Customer-Journey, una sorta di “Virgilio” tascabile;

3) all’utente riconosciuto si attiva una versione digitale e del volantino elettronico che si personalizza con le abitudini magari  analizzando lo scontrino e le abitudini di consumo (simile come concetto ai totem dell’ esselunga che tanto successo stanno avendo ma più figo, visuale, mobile e personalizzato);

4) localizza il prodotto in negozio arrivando esattamente all’offerta e contestualizzando i messaggi rispetto al momento esatto vissuto dal cliente;

5) salva l’acquisto sulla loyalty virtuale integrata che migliorerà l’esperienza d’acquisto della prossima visita in negozio e potenzialmente della personalizzazione del sito e-commerce.